Veronica Socci

Livorno


SOCCI VERONICA, classe ’72, sono architetto e docente livornese.
Jhon Lennon diceva “La vita è quello che ti accade quando sei tutto intento a fare altri progetti” e la fotografia mi è “accaduta” nel 2020.
Scatto foto per sorprendermi e attraverso la mia unica macchina fotografica indago luoghi e non luoghi.
La mia passione per l’arte e la mia formazione mi hanno supportato e guidato nel mio modo di fotografare in maniera libera e personale. Cerco il contatto diretto con il soggetto perché penso che non ci sia niente di più interessante dell’animo umano da esplorare per conoscersi.
Ho avuto diversi riconoscimenti fin da subito in ambito prima locale e poi nazionale, sia con selezioni che con premi, ed ho partecipato a mostre collettive in Toscana e non solo.
2121 Livorno Artistica Photo Award ,Premio del pubblico
2121 Livorno Artistica Photo Award ,Menzione speciale Categoria Street Life
2021 Festival Internazionale Inventa un Film-Sezione Fotocanzone , Terzo classificato
2022 EPL Extra Photo League, Selezionata
2022 Festival Internazionale Inventa un Film-Sezione Fotocanzone , Secondo e Terzo classificato
2022 Trofeo città di Follonica, Selezionata
2022 Livorno Artistica Photo Award ,Selezionata
2022 Garibaldi Photo Contest, Selezionata
2023 Circuito Costa Etrusca, Trofeo “Il Marinaio” Quarta classificata sezione Bianco e Nero
2023 Garibaldi Photo Contest, Selezionata
2023 Quercianella in luce, Prima Classificata
2023 Welove Photo , Premio miglior ritratto
2023 L’altra donna, Primo premio Giovanna Talà



R-esistenze


L’idea nasce durante la prima serata di Effetto Venezia ( Livorno), quando ho provato a raccontare quello che era TeatroOfficina Refugio in quelle serate. Una lettera trovata proprio in quel luogo, scritta da Francesco Catalani e Federico Fabbri , conteneva un grido intimo e profondo sul nostro stare odierno in cui “…persi nelle nostre resistenze...” con le nostre paure di discioglierci, e scomparire, e che la nostra forma non sia netta, scontornata da ogni ingombro circostante non riusciamo ad uscire dalle nostre ferite inarginabili, in un percorso che ci vede comunque alla fine “ritrovarsi… e riconoscersi in sorrisi e poi in ricordi”.


Ho cercato di cogliere, con il bianco e nero della mia macchina fotografica, che sono poi i colori di quella lettera, quelle fragilità che, ad età diverse, ci accompagnano e nello stesso tempo quei sorrisi riuniti intorno ad un luogo non luogo in cui tanti giovani e meno giovani , impauriti dalla gioia, riescono a riconoscersi.


L’uso del flash nel mio porfolio ha l’intento di dare quella forma netta definita ai corpi ma intorno “… ululano rimorsi…” per battaglie per il riconoscimento di diritti civili ancora in atto, per un’umanità da riconquistare.



ESPONE DA:



Pizzeria Marameo

Piazza San francesco 17
 



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